Protesi dell'anca e del ginocchio

Dott. Michele Massaro - Tel. 345 11 50 832

Specialista in Ortopedia e Traumatologia - Milano - Bergamo

Se sei giunto su questa pagina, significa che cerchi informazioni sulle protesi dell’anca o del ginocchio. Per prima cosa, quindi, ti do il benvenuto sul mio sito, grazie al quale potrai conoscermi e capire se e come posso aiutarti.

Ti chiedo solo di concedermi 5 minuti del tuo tempo per leggere questa pagina. In questo modo riuscirai velocemente a farti un’idea più concreta della mia attività di chirurgo ortopedico. Se alla fine della lettura deciderai che non faccio al caso tuo, non dovrai fare altro che chiudere la pagina e continuare la tua ricerca su Google.

Cosa troverai in questa pagina?

Lo scopo primario di questo portale web è INFORMARTI correttamente sulle potenzialità attuali e le tecniche più moderne applicate alle protesi dell’anca e del ginocchio. Questo perché negli anni ho capito che vi è molta disinformazione su questo importante settore dell'ortopedia. Spesso mi sono dovuto confrontare con pazienti che hanno fatto scelte sbagliate, pagandone a caro prezzo le conseguenze.

L’informazione, quindi, è importante per i miei pazienti. Più che spiegarti cosa faccio (questo lo avrai capito), voglio spiegarti COME LO FACCIO. Ecco perché per me è importante la conoscenza, da parte del paziente, di quello a cui sta andando incontro nel momento in cui si parla di protesi al ginocchio o all'anca.

L’intervento chirurgico è un evento in cui ci sono due attori principali: il paziente e il chirurgo. Questi due attori devono essere in sintonia tra di loro. Se non fosse così, non bisognerebbe neanche programmare l’intervento chirurgico.

Protesi anca

Le protesi dell'anca e del ginocchio in Italia

Molti hanno definito l’artrosi come la malattia del XXI secolo. Soprattutto in Italia, con l’aumentare dell’età media della popolazione, si assiste a un incremento costante di persone che soffrono di artrosi. Le articolazioni più colpite, statisticamente, sono le anche e le ginocchia.

In Italia l’impianto di protesi è un intervento che negli ultimi anni è andato crescendo. Si parla ormai di più di 170 mila impianti all’anno di protesi articolari. E per un numero tanto alto di persone che si sottopongono all’intervento chirurgico ce ne sono almeno la metà che, nonostante abbiano lo stesso problema, per le più svariate motivazioni (tra cui la paura dell’intervento), non si operano.

A questo punto ti faccio una domanda: tu a quale dei due gruppi appena descritti appartieni? Anche tu credi di aver bisogno di una protesi all’anca o al ginocchio, ma non ti decidi perché hai paura?

Tra poco ti dirò qual è il mio approccio a questo tipo di intervento, ma prima vorrei che tu conoscessi l’evoluzione del settore delle protesi in Italia e nel mondo, per comprendere meglio l’approccio “tradizionale” non sempre idoneo.

Un po' di storia...

La prima a nascere è stata la chirurgia dell’anca, grazie allo storico ortopedico John Charnely che negli anni ’60 impiantò per la prima volta una protesi dell’anca. Da allora se ne è fatta di strada! Dopo alcuni anni si iniziò con le protesi del ginocchio, per poi passare alle protesi della spalla, del gomito, della caviglia e di altre articolazioni. L’evoluzione scientifica, insomma, ha fatto passi da gigante. E CONTINUA A FARLI!

Cosa fanno (spesso sbagliando) molti altri ortopedici?

In Italia, come ho già detto, ogni anno si effettuano circa 170 mila impianti di protesi! Nel nostro Paese le cose funzionano più o meno così: il paziente che sa di avere un problema all’anca o al ginocchio si reca all’ospedale della propria città o presso la clinica vicino casa. L’ortopedico di turno lo visiterà, gli dirà che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico di protesi e lo metterà in lista per essere operato. Questo accade in qualsiasi reparto di ortopedia italiano, ma potrei tranquillamente dire in qualsiasi centro ortopedico del mondo!

L’errore, quindi, è proprio questo! Anziché rivolgersi a dei professionisti qualificati o andare nei centri specializzati per questo tipo di problematiche, spesso il paziente si rivolge a centri ortopedici non specializzati e finisce per sottoporsi a un intervento chirurgico con tecnica tradizionale.

Cosa faccio di diverso rispetto a molti altri ortopedici?

Rispetto a molti miei colleghi, mi ispiro ai concetti della TSS (Tissue Sparing Surgery), un approccio mini invasivo che permette al paziente di ridurre il trauma chirurgico e salvaguardare il più possibile i tessuti del corpo umano.

Ho studiato a lungo e appreso dai migliori chirurghi la mini invasività, che offre molti vantaggi, tra cui il rispetto dei tessuti con minori resezioni muscolari e ossee, un minor tempo chirurgico e l’uso di protesi mini invasive di ultima generazione.

Insomma, stiamo parlando di tecniche innovative che mirano a migliorare il disagio del paziente, limitando i danni arrecati dall’intervento chirurgico.

I vantaggi della mini invasività nelle protesi al ginocchio

Li ho già accennati nel precedente paragrafo, ma nello specifico quali sono i vantaggi della mini invasività? Prendiamo il caso della gonartrosi, cioè dell’artrosi al ginocchio.

Il mio approccio consiste nell’impiantare quasi sempre una protesi monocompartimentale, con un tipo di intervento particolarmente veloce e poco invasivo in cui rivesto SOLO la porzione del ginocchio interessata dall’artrosi. La protesi monocompartimentale all’estero ha una storia ormai trentennale, mentre in Italia è stranamente ancora poco conosciuta e applicata.

protesi ginocchio monocompartimentale - elementiNella mia attività di chirurgo applico la protesi monocompartimentale nel 70% dei casi di gonartrosi. Solo nel restante 30% degli interventi, invece, impianto una protesi totale. E anche in questi casi rispetto i tessuti del ginocchio salvaguardando almeno il legamento crociato posteriore, e quando è possibile anche il legamento crociato anteriore.

La maggior parte dei colleghi che si occupa di chirurgia del ginocchio non si avvicina neanche lontanamente a queste percentuali. Perché? Non lo so! Chiedetelo a loro. Io so per certo che molti ortopedici italiani si dividono in due categorie:

I vantaggi della mini invasività nella protesi dell'anca

Anche negli interventi chirurgici all’anca la protesi mini invasiva permette un risparmio muscolare e osseo, in quanto applico una protesi più piccola di quelle tradizionali. In questo modo evito di scollare e tagliare i muscoli che si inseriscono sul femore. Mi piace sottolineare al paziente che l’applicazione di una protesi all’anca al giorno d’oggi è un intervento sicuro e dal decorso veloce, se eseguito da un professionista preparato. Spesso capita che dopo 3 giorni riesca a mandare i pazienti a casa!

Protesi dell'anca - le dimensioni di una moderna protesi

Foto che rende l'idea delle dimensioni attuali di una
protesi di anca di ultima generazione

Questo avviene perché il planning preoperatorio è totalmente computerizzato e mirato ad assicurare la massima efficienza durante l’intervento. La precisione chirurgica, inoltre, è garantita anche dall’innovativa tecnica chiamata “femur first”. Questa tecnica prevede di preparare prima il femore rispetto al cotile (cioè la coppa), così da avere dei punti di riferimento più precisi per l’impianto finale.

Il mio modo di lavorare

Come avrai già capito, scelgo sempre la cura migliore per il paziente, possibilmente non ricorrendo alla chirurgia. E quando c’è bisogno di operare, opero cercando di essere il meno invasivo possibile. Se verrai da me, ti consiglierò l’opzione terapeutica a te più adatta, anche se non è quella che ti piace. Non ti dirò MAI quello che vorresti sentirti dire, ma quello che è necessario per il tuo bene.

Protesi anca

La mia preparazione

Dietro le mie competenze acquisite ci sono migliaia di ore di training e studio per comprendere, migliorare e padroneggiare le tecniche che mi permettono di eseguire al meglio ogni intervento chirurgico. Per apprendere a fondo la tecnica chirurgica della mini invasività, poi, ho svolto degli importanti tirocini formativi all’estero.

L'importanza della specializzazione in ortopedia

protesi ginocchio - l'importanza della specializzazioneMi vanto della mia onestà: quando non ho le competenze per aiutarti, te lo dico e ti consiglio di rivolgerti a chi è più preparato di me. Non mi occupo di chirurgia della colonna vertebrale, della spalla, della mano. Sì, da anni mi occupo solo di questo particolare settore dell’ortopedia, cioè la cura dell’artrosi e la chirurgia protesica di ginocchio e anca.

Cerco sempre di soddisfare le esigenze dei miei pazienti e migliorare la qualità della loro vita. Quando il paziente si affida a me, spesso facciamo un percorso insieme che lo conduce al miglioramento significativo della propria condizione.

Il medico ortopedico generico che sa fare tutto non esiste più, e forse non è mai esistito. Ormai il vero chirurgo è un “superspecialista”. Diffida di coloro che ritengono di saper fare qualsiasi cosa. Se davvero lo fanno, non possono farlo ad alti livelli. La perfezione di ogni gesto chirurgico si conquista soltanto con la ripetitività dello stesso. E una patologia la si può comprendere a fondo solo studiandola e affrontandola quotidianamente.

Ti ho convinto?

Come promesso, hai impiegato solo una manciata di minuti per leggere questa pagina e comprendere il mio approccio. Se pensi che il mio modo di operare faccia il caso tuo, non ti resta che contattarmi e chiedermi ulteriori informazioni. Sarò ben lieto di incontrarti e visitarti, per risolvere definitivamente il tuo problema all’anca o al ginocchio.

 

Per informazioni o appuntamente scrivi a:
segreteria@protesiginocchioanca.com

Oppure chiama 345 11 50 832